Celestina


Classe Solfati
Sistema cristallino Rombico
Formula chimica Sr [SO4]
Durezza 3-3,5
Densità 3,96
Sfaldatura Perfetta
Frattura Irregolare
Colore Incolore (allocromatica)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Da vitrea a madreperlacea
Fluorescenza Bianca

 

Fu scoperta nel 1781 in Sicilia dal geologo francese Dolomieu, che la chiamò stronziana solfatata; il nome attuale che si riferisce al colore celeste che possona avere i suoi cristalli, le fu attribuito nel 1798 dal tedesco A.G. Werner, famoso per aver elaborato una classificazione dei minerali tuttora valida. I suoi cristalli prismatici si trovano nei basalti e nelle pegmatiti o associati a gesso e zolfo.
Sistema rombico
Aspetto: Cristalli prismatici o, più raramente, tabulati, incolori, bianco latteo, azzurri o giallastri; aggregati raggiati o paralleli, massicci granulari, spatici, concrezionari.
Proprietà fisiche: Semidura, pesante, fragile e perfettamente sfaldabile secondo la base; da trasparente a traslucida, con lucentezza da vitrea a madreperlacea. Quando è impura per la presenza di sostanze organiche, diventa fluorescente e talora termoluminescenze. E’ debolmente solubile in acqua e acidi; fonde facilmente con decrepitazione, colorando la fiamma di rosso carminio (stronzio)e formando una perla bianca. E’ facilmente distinguibile dalla barite per il suo peso specifico minore e per il saggio alla fiamma.
Ambiente di formazione: E’ di genesi primaria idrotermale nelle cavità di rocce vulcaniche, in cui costituisce un riempimento tardivo ad opera di soluzioni, e anche in filoni, associata soprattutto a galena, blenda e altri solfuri. Più frequentemente si trova disseminata in rocce carbonatiche e in arenarie, oppure in depositi evaporatici, associata ad altri minerali quali gesso, aragonite, zolfo e cloruri.
Località: Splendidi cristalli azzurri si trovano nelle cavità dei basalti a Montecchio Maggiore (Vicenza), nelle pegmatiti della Boemia e del Madagascar. Di genesi sedimentaria sono i cristalli azzurri di Bristol (Inghilterra), contenuti sotto forma di noduli e geodi nelle marne; quelli della Sicilia e della Romagna nella formazione gessoso-solfifera. I più grandi cristalli, bianchi e semiopachi, lunghi da 50 a 75 cm e pesanti 2-3 kg, provengono dagli USA.
Usi: Principale minerale per l’estrazione dello stronzio e dei suoi Sali, utilizzati in pirotecnica e nella fabbricazione di proiettili traccianti; nell’industria nucleare e in quella della gomma, delle vernici, delle batterie elettriche; per raffinare lo zucchero di bietola e per la preparazione di vetri speciali iridescenti e di ceramiche. E’ un minerale molto ricercato da musei e collezionisti.

 

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