Cerussite


Classe Carbonati
Sistema cristallino Rombico
Formula chimica PbC03
Durezza 3-3,5
Densità 6,5
Sfaldatura Facile
Frattura Concoide
Colore Incolore (allocromatica)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Adamantina
Fluorescenza Giallastra

 

La cerussite è un minerale noto fin dall'antichità: già Teofrasto lo cita come psirution, ma è Plinio a chiamarlo cerussa, nome che i Latini davano a una sostanza bianca, la biacca, usata come belletto. Nel Settecento questa specie fu denominata 'piombo spatico bianco', mentre nel secolo successivo ci si riferì alla sua composizione chimica, chiamandola 'carbonato di piombo'; in seguito vennero utilizzati i termini 'cerussite' e 'iglesiasite': il secondo deriva dalla località di Iglesias, presso Cagliari, e indicava un carbonato di piombo contenente anche una piccola percentuale di zinco; oggi è ormai in disuso.
Le caratteristiche
La cerussite è un carbonato di piombo che, oltre a questo elemento, contiene argento in piccole quantità, nonché carbonio e ossigeno nel rapporto di 1 a 3 a costituire i gruppi triangolari [CO3], caratteristici dei carbonati, con ai vertici gli atomi di ossigeno e al centro il carbonio, tutti sul medesimo piano. La struttura reticolare è simile a quella dell'aragonite e dei carbonati rombici: i gruppi [CO3] si trovano all'interno di un ottaedro, avente ai vertici il piombo, unito a un altro analogo mediante una faccia, formando colonne parallele all'allungamento del cristallo. La cerussite cristallizza all'interno del sistema rombico, in individui prismatici allungati, tozzi o tabulari, che sfaldano con facilità secondo le facce del prisma; rare sono le masse compatte, fibrose o terrose, stalattitiche. I cristalli sono incolori oppure bianchi con riflessi grigiastri, la polvere è bianca; trasparenti o traslucidi, con lucentezza adamantina, talvolta presentano luminescenza giallastra se sottoposti ai raggi ultravioletti. Si tratta di una specie fragile, semidura (3-3,5 secondo la scala di Mohs) e perciò scalfibile abbastanza facilmente con la lama di un temperino; è inoltre pesante (ha peso specifico pari a 6,5), come tutti i minerali contenenti piombo. La cerussite fonde senza difficoltà; non è, come molti altri carbonati, solubile nell'acido cloridrico, ma lo è in quello nitrico, dando origine a una violenta effervescenza e distinguendosi in tal modo dall'anglesite, un solfato di piombo molto simile.
Origine e giacimenti
La cerussite è una specie tipica della zona di ossidazione dei giacimenti di piombo, laddove i minerali primari di questo metallo (per esempio la galena) sono sottoposti ad alterazione chimica per opera di acque circolanti ricche di acido carbonico, costituendo poi i cosiddetti minerali secondari (come la cerussite stessa e l'anglesite). Esemplari di cerussite in cristalli limpidi di dimensioni notevoli provengono da Tsumeb (Namibia) e dal New Mexico (Stati Uniti); altre splendide cristallizzazioni si trovano a Broken Mili (Australia); a Phoenixville, in Pennsylvania, e a Leadville, in Colorado (Stati Uniti); in Boemia, Tunisia, Siberia e a Mezice (ex-Jugoslavia). In masse notevoli il minerale è stato scoperto anche nel Kazakistan meridionale. In Italia sono famosissimi i cristalli piccoli ma assai limpidi rinvenuti nelle miniere di Monteponi e di Montevecchio, nel Cagliaritano.
Gli usi
La cerussite viene utilizzata per l'estrazione del piombo e, seppure subordinatamente, anche per quella dell'argento. Poiché si presenta in cristalli molto belli, ha spesso importanza collezionistica e scientifica.
Cristalli celebri
In tutto il mondo sono rinomati i cristalli di Tsumeb per le loro dimensioni eccezionali (fino a 10 cm di lunghezza), ma anche quelli scoperti nelle miniere della Sardegna per la loro particolare limpidezza e bellezza.




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