Magnetite


Classe Ossidi
Sistema cristallino Cubico
Formula chimica

FeFe2O4

Durezza 6-6,5
Densità 5,2
Sfaldatura Assente
Frattura Irregolare
Colore Nero
Colore della polvere Nero
Lucentezza Metallica
Fluorescenza Assente

 

La magnetite è il più ricco minerale di ferro ed è noto fin dall'antichità; si ritiene che il nome derivi dalla città di Magnesia, in Tessaglia (Grecia). Secondo Plinio il Vecchio, invece, fu il mitico pastore Magnes a scoprirla per primo sul Monte Ida: egli avrebbe infatti notato che i chiodi dei suoi calzari e il puntale di ferro del suo bastone erano attratti dalla roccia su cui camminava; in suo onore, perciò, il minerale componente la roccia sarebbe stato chiamato magnetite.
Le caratteristiche
La magnetite cristallizza nel sistema cubico, in ottaedri o rombododecaedri perfetti, neri e lucenti, con facce striate. Di solito, però, si trova in masse compatte e granulari color nero ferro, con iridescenze bluastre.
Questo minerale ha lucentezza metallica ed è opaco alla luce; la polvere è nera. È fragile, privo di sfaldatura e molto pesante; è duro (6-6,5 secondo la scala di Mohs) e perciò difficilmente scalfibile con la lama di un temperino. Non si altera con facilità. La magnetite è fortemente magnetica (viene attratta da una calamità), come la pir-rotina, e talvolta anche magnetopolare (attrae gli oggetti di ferro), essendo quindi una calamità naturale. Dal punto di vista chimico si tratta di un ossido di ferro, contenente circa il 28% di ossigeno e il 72% di ferro. Appartiene alla famiglia degli spinelli e ha perciò una struttura molto complessa. Come per gli altri termini del gruppo, gli ioni ossigeno sono disposti in modo da formare un pacchetto cubico compatto, nel quale si riconoscono interstizi sia ottaedrici sia tetraedrici (doppi rispetto ai primi) in cui prendono posto gli atomi di ferro; ma poiché tale elemento può essere perfettamente sostituito dal cromo (cromomagnetiti) o dal titanio (titanomagnetiti), sono possibili casi di isomorfismo.
Origine e giacimenti
La magnetite è diffusa in tutte le rocce. Tipica è però la genesi per segregazione magmatica, caratteristica delle rocce femiche e ultra-femiche, ricche cioè di ferro e magnesio: il minerale, durante il consolidamento della massa magmatica, è tra i primi a formarsi e in seguito si concentra a causa del suo elevato peso specifico. Comune, tuttavia, è anche l'origine idrotermale, vale a dire per cristallizzazione dai fluidi residui dopo la formazione di rocce quali, per esempio, graniti e pegmatiti. Grandi quantità di magnetite si trovano poi in ambiente sedimentario, cioè in sabbie derivate dal disfacimento di rocce che la contenevano: poiché il minerale è pesante e poco alterabile, si concentra facilmente. È inoltre abbondante anche negli 'skarn', originati dal contatto di una massa plutonica con le rocce circostanti. Depositi di segregazione magmatica di notevole importanza economica sono presenti a Kiruna, in Svezia, dove la magnetite è associata a silicati di ferro grazie ai quali, durante il trattamento siderurgico, si forma naturalmente un pregiato acciaio al silicio di elevata durezza. Grandi giacimenti si trovano anche nella Repubblica Sudafricana, negli Stati Uniti, (Iron Spring, Iron Moun-tains) e in Russia (Urali). In Italia è noto, ed è stato a lungo sfruttato, il giacimento di segregazione magmatica di Cogne, in Valle d'Aosta, ma anche quello idrotermale di Capo Calamita, all'Isola d'Elba: in quest'ultima località, come a Magnet Cove (Stati Uniti), è stata scoperta la calamita naturale. Bei cristalli provengono dalla Valle di Binn (Svizzera) e, nel nostro Paese, dalla Val Malenco (Sondrio), associati ad amianto, dalla Val di Ala e da Traversella (Torino), dalla Val di Vizze (Bolzano), dal Vesuvio (Napoli) e dai Vulcani Laziali. Piccole masse di magnetite, infine, si trovano anche nella regione della Nurra (Alghero).
Gli usi
La magnetite è il più ricco e importante minerale di ferro: viene pertanto utilizzato nell'industria siderurgica per la preparazione di acciai speciali. In alcuni casi dalle sue scorie è possibile recuperare anche elementi quali il vanadio e il fosforo.


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