Calamina


Classe Miscuglio di silicati e carbonati
Sistema cristallino Rombico e trigonale
Formula chimica

Zn4[(OH)2 ¦ Si2O7] . H2O + +ZnCO3

Durezza 5
Densità 3,3-4,5
Sfaldatura Assente
Frattura Irregolare, Concoide
Colore Incolore (allocromatica)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Vitrea
Fluorescenza Assente

 

In passato con il termine calamina (che secondo Agricola deriverebbe dal vocabolo latino calamus, canna, in allusione alle forme allungate, stalattitiche dell’ossido che si forma nei camini delle fornaci) si indicavano due minerali molto simili tra loro, vale a dire l’emimorfite e la smithsonite, rispettivamente u silicato e un carbonato d zinco. Nel 1803 accurate analisi chimiche rivelarono la composizione di una e dell’altra specie e tuttavia le denominazioni definitive dovettero attendere alti 50 anni. Oggigiorno il nome di calamina è impiegato in campo minerario per designare miscugli di minerali zinciferi.
Caratteristiche:
Dal punto di vista chimico la calamina è solitamente un miscuglio di due minerali di zinco: la smithsonite, un carbonato trigonale, e l’emimorfite, un silicato rombico che, oltre a silicio, ossigeno e zinco, contiene gruppi ossidrilici e una molecola d’acqua.
La calamina non si presenta in cristalli distinti, bensì in croste a struttura fibroso-raggiata, oppure in masse mammellonati, reniformi, stalattitiche, granulari, compatte o terrose. Il loro colore varia da verde-azzurro a grigio, bianco o bruno.
La calamina è traslucida con lucentezza vitrea, risulta pesante e piuttosto dura.
Origine e giacimenti: La calamina è un prodotto secondario tipico della zona di ossidazione dei giacimenti di solfuri di zinco e piombo: si forma per alterazione del solfuro di zinco. In genere è associata sia a minerali primari, come sfalerite e galena, sia ad altre specie secondarie, quali cerussite, anglesite e idrozincite. Bei campioni di Calamina provengono dallo stato di Chihuahua (Mesico) dal Missouri dalla Gran Bretagna dal Belgio e dall’Austria. In Italia il minerale è presente in belle concrezioni nelle miniere di Raibi (Udine) nel bergamasco e nelle miniere sarde dell’iglesiente soprattutto a Sa Duchessa.

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