Analcime


Classe Silicati
Sistema cristallino Cubico
Formula chimica

Na[AISi2 Og], H20

Durezza 5,5
Densità 2,24-2,29
Sfaldatura Indistinta
Frattura Concoide
Colore Incolore (allocromatico)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Vitrea
Fluorescenza Assente

 

È un minerale comune e molto abbondante, probabilmente conosciuto fin dall'antichità, anche se la prima descrizione scientificamente accettabile si deve al famoso geologo francese Dolomieu, che verso la fine del Settecento ne esaminò alcuni esemplari provenienti dalle formazioni rocciose dei Ciclopi, a poca distanza dalla costa catanese. Il suo nome deriva dal greco e significa 'debole, senza forza', in allusione alla scarsa capacità del minerale di caricarsi di energia per strofinamento. Un'antica denominazione, ormai in disuso, era quella di cuboite, per la forma cuboide che possono assumere i suoi cristalli, oggi molto ricercati. L'analcime non ha usi particolari ma riveste un interesse scientifico e collezionistico.
Le caratteristiche
L'analcime è un tettosilicato di alluminio che appartiene al gruppo delle zeoliti, minerali dotati di una struttura atomica caratterizzata dalla presenza di canali intercomunicanti in cui possono essere contenute molecole d'acqua e certi cationi. È composta da sodio, alluminio, silicio, ossigeno e molecole di acqua. I suoi cristalli, frequentissi-mi, raggiungono talvolta le dimensioni di un pugno e possono essere sia trasparenti e incolori, sia opachi e di colore bianco o bianco rosato. Si presentano normalmente come solidi caratteristici e inconfondibili, a 24 facce quadrilatere tra pezoidali, detti icositetraedri o anche trapezoedri. Nel caso dei cristalli cosiddetti 'tripuntati' i vertici del cubo, che in questo caso è la forma più sviluppata, sono occupati dalle facce solamente abbozzate dell'icositetraedro; in questo modo i cristalli assumono un abito caratteristico che li rende molto ricercati da tutti i collezionisti.
L'analcime è mediamente dura (durezza 5,5 della scala di Mohs), ha lucentezza vitrea e sfaldatura indistinta, è riconoscibile, oltre che per queste caratteristiche, per la forma cristallina e per la facile fusibilità: un cristallo limpido, riscaldato in una provetta di vetro alla fiamma, si intorbida sviluppando vapore acqueo, che condensa sulle pareti fredde della provetta.
Origine e giacimenti
L'analcime è diffusa in vari ambienti (magmatico, sedimentario, metamorfico). Di solito però si trova, in forma di splendidi cristalli, nelle cavità di rocce eruttive, come i basalti e le andesiti. È presente in numerosissime località italiane. Nei geodi dei basalti di Montevecchio Maggiore, nel Vicentino, è facile trovare piccoli e brillanti cristalli di analcime limpidi e incolori. Assai più grossi, opachi e di color bianco-rosato, sono i cristalli provenienti dall'Alpe di Siusi (Bolzano), dalla Val di Fassa (Trento) e, ancora dal Vicentino, nella Valle dei Mercanti, vicino a Schio. In Sicilia splendidi campioni di cristalli di analcime si trovano sugli scogli dei Ciclopi, le formazioni rocciose che si stagliano di fronte ad Acitrezza (Catania). In Sardegna, invece, sul Monte Oladri, presso Monastir (Cagliari), sono stati rivenuti cristalli anche di maggiori dimensioni ma meno limpidi.




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