Mesolite


 

Classe Silicati
Sistema cristallino Rombico
Formula chimica

Na2Ca2[AI2Si3010]3-8H20

Durezza 5-5,5
Densità 2,2
Sfaldatura Indistinta
Frattura Concoide
Colore Incolore
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Da vitrea a sericea
Fluorescenza Assente

 

II suo nome è composto da due parole di derivazione greca e significa 'pietra che sta in mezzo', in allusione al fatto che la mesolite ha una composizione chimica intermedia tra quella della natrolite e quella della scolecite, termini estremi di una serie del gruppo delle zeoliti, cui il minerale appartiene. Individuata e descritta nel 1816, a questa specie mineralogica in passato furono attribuite varie denominazioni, ormai del tutto desuete. La mesolite, rinvenibile facilmente in diverse località, si presenta soprattutto sotto forma di cristalli aghiformi molto sottili e, meno frequentemente, in aggregati quasi compatti.
Le caratteristiche
La mesolite è una zeolite di sodio e calcio contenente otto molecole di acqua di cristallizzazione. Esistono anche delle varietà contenenti in prevalenza sodio o calcio. Dal punto di vista ottico i suoi cristalli appartengono al sistema monoclino, ma la loro struttura è in realtà rombica, come risulta dagli studi ai raggi X. La mesolite si presenta di solito in cristalli aghiformi molto sottili, spesso riuniti in splendidi gruppi raggiati che la rendono molto piacevole dal punto di vista estetico. Talvolta essi sono riuniti in aggregati quasi compatti, che danno origine a forme globulari fibroso-raggiate all'interno e lisce lungo la superficie esterna. I cristalli singoli hanno solitamente un abito molto semplice, simile a quello che si osserva nella natrolite. Sono infatti formati da un prisma a sezione quadrata, sormontato dalle facce triangolari di una piramide: la loro terminazione assomiglia così al tetto di una casa. Questo minerale presenta frequentemente interaccrescimenti regolari di natrolite e di scolecite: un singolo cristallo può quindi essere composto da pura mesolite solamente nella parte centrale, mentre può contenere natrolite nella parte terminale e scolecite in quella iniziale. Questo particolare fenomeno prende il nome di epitassia.
La mesolite è normalmente incolore, ma può essere anche bianca, rosa, rossa o verde per la presenza di impurezze. La lucentezza varia da vitrea a sericea. È abbastanza dura, piuttosto leggera con sfaldatura indistinta. Non è distinguibile da natrolite e scolecite, a occhio nudo: è pertanto necessario, per una sicura identificazione, ricorrere ad appropriate analisi chimico-fisiche.
Origine e giacimenti
La mesolite è, come molte altre zeoliti, un minerale caratteristico delle cavità di rocce basaltiche. Ha origine idrotermale ed è diffusa in varie parti del mondo e in numerose località italiane. Le principali sono: Cipit, all'Alpe di Siusi (Bolzano); Val Giumela, in Val di Fassa (Trento); Masaré, presso Alleghe (Belluno); Val Gares e Val Focobon, presso Forno di Canale (Belluno). Qui la mesolite si presenta, associata alla natrolite, in aggregati fibroso-raggiati più o meno compatti, di colore rosato o rosso mattone. In Sardegna questo minerale è rinvenibile, in bei gruppi aghiformi, a Montresta (Oristano) e nelle cave di Su Marralzu, presso Osilo (Sassari). Splendidi globuli bianchi, opachi, fibroso-raggiati, associati a phillipsite e a herschelite, sono infine frequenti nei basalti di Aci Castello (Catania). Tra le località estere va ricordata, per l'eccezionale bellezza degli esemplari, Poona, presso Bombay, in India.

 

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