Piromorfite


Classe Fosfati
Sistema cristallino Esagonale
Formula chimica

Pb [Cl | (P04)3]

Durezza 3,5-4
Densità 6,7-7
Sfaldatura Assente
Frattura Concoide
Colore Incolore
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Da adamantina a resinosa
Fluorescenza Assente

 

La piromorfite è un comune minerale secondario di piombo. È stata così chiamata, nel 1813, dal mineralogista tedesco J.F.L. Hausmann, che le attribuì questo nome - composto da due parole di derivazione greca che significano 'fuoco' e 'forma' - in allusione all'insolito aspetto cristallino poliedrico assunto dal globulo dopo la fusione del minerale al cannello ferruminatorio e il successivo raffreddamento. Chiamata in passato 'piombo verde' per il suo tipico colore, la piromorfite ha scarsa importanza industriale, ma è di notevole interesse collezionistico per merito del gradevole aspetto di molti esemplari.
Le caratteristiche
La piromorfite è un fosfato di piombo, contenente anche cloro, che appartiene al gruppo dell'apatite. Chimicamente questo minerale, allo stato puro, è costituito da piombo, fosforo, ossigeno e doro, ma spesso i primi due elementi sono sostituiti, in parte, rispettivamente dal calcio e dall'arsenico (perciò si riscontrano frequenti miscele con la mi-metite, che è il corrispondente arseniato). Sono note anche varietà che contengono cromo o vanadio, caratterizzate da tonalità verde oliva o aranciate. La piromorfite cristallizza nel sistema esagonale. I cristalli sono poveri di forme, però molto frequenti. Generalmente questa specie si presenta in individui con abito nettamente prismatico, sia allungati sia tozzi o anche tabulari, talvolta arrotondati e panciuti (forma detta 'a barilotto') o con facce cavernose perché interessate da piccole cavità. La terminazione dei cristalli è prevalentemente piatta, ma può essere anche a punta. La piromorfite, però, compare anche in aggruppamenti quasi paralleli di sottili cristalli prismatici, oppure in masserelle globulari, reniformi, botrioidali, o ancora sotto forma di incrostazioni. Il colore è variabilissimo: oltre al verde di varie tonalità, si hanno tinte gialle, aranciate, brune, grigie; non mancano tuttavia piromorfiti incolori o bianche; la polvere, invece, è sempre bianca. La lucentezza varia da adamantina a resinosa. Questo minerale è abbastanza duro e molto pesante, non sfaldabile e assai fragile, con frattura irregolare. È solubile in acido nitrico e al cannello fonde facilmente in un globulo che, raffreddandosi, mostra la presenza di facce cristalline.
Origine e giacimenti
La piromorfite è un caratteristico minerale secondario che si forma al 'cappellaccio' (cioè nella zona di ossidazione) dei giacimenti piombiferi, dove si trova talvolta anche pseudomorfa su altri minerali di piombo, come galena e cerussite. Trattandosi di una specie molto diffusa, è nota in numerose località italiane. Ricordiamo solo le principali. In bei cristallini allungati di colore verde intenso è stata rinvenuta al Monte Falò e all'Alpe Pirio, in comune di Gignese, presso Stresa (Novara); sotto forma di incrostazioni cristalline anche estese e di colore giallo-verde è presente in Val Brembana, nel Bergamasco, lungo la strada che da Valtorta sale ai Piani di Bobbio. Campioni veramente splendidi provengono dalla miniera abbandonata di Cinquevalli, presso Roncegno (Valsugana, Trento), e da varie miniere cagliaritane, come Gennamari e Ingurtosu, in comune di Arbus, e Tiny, presso Domusnovas. Località europee famosissime per aver fornito eccellenti esemplari sono Ussel, nel Corrèze, in Francia; Bad Ems, vicino a Coblenza, in Germania; Leadhills, in Scozia; Pfibram in Boemia. Campioni molto belli si trovano anche negli Stati Uniti (soprattutto nella zona di Coeur d'Alene, nell'Idaho, e in quella di Phoenixville, in Pennsylvania) e in Canada (precisamente a Moyie, nella Columbia Britannica).

Catalogo >>

Schede >>

 

<< Previous Next >> Next >>

Home