Vanadinite


Classe Fosfati
Sistema cristallino Esagonale
Formula chimica

Pb5[CI|(V04)3]

Durezza 3
Densità 6,8-7
Sfaldatura Assente
Frattura Concoide
Colore Giallo arancio, rosso-brunastro
Colore della polvere Giallastro
Lucentezza Da resinosa ad adamantina
Fluorescenza Assente

 

La vanadinite è un minerale di piombo non molto comune, scoperto a Zima-pan, in Messico. Come spesso accade, la sua denominazione fa riferimento a determinate proprietà fisiche, in questo caso alla composizione chimica della specie: verso la metà del secolo scorso, infatti, è stato possibile rilevare in essa la presenza del vanadio (termine che ricorda la dea vichinga Vanadis). Una varietà di vanadinite ricca di arsenico è la endlichite, il cui nome deriva da quello del geologo americano Frederick Miller Endlich, direttore della miniera del New Mexico (Stati Uniti) nella quale è stato trovato il minerale.
Le caratteristiche
La vanadinite cristallizza nel sistema esagonale, in piccoli prismi in genere tozzi, spesso con cavità o con bordi arrotondati, fragili e privi di sfaldatura; si presenta anche in masse fibroso-raggiate o in incrostazioni. Il colore del minerale varia da rosso-arancio a giallo, a bruno, mentre la polvere è sempre giallastra; è trasparente o traslucido, con lucentezza da resinosa ad adamantina. Pesante, con peso specifico che arriva fino a circa 7, è semiduro (3 secondo la scala di Mohs) e perciò scalabile facilmente con la lama di un temperino. Dal punto di vista chimico, è un vanadato di piombo, contenente anche doro; tuttavia, possono essere presenti fosforo e arsenico a sostituire parzialmente il vanadio. Se il rapporto fra quest'ultimo e l'arsenico è di 1 a 1, si tratta della varietà endlichite. Come in tutti i vanadati - i quali, con i cromati e gli arsenati, fanno parte della classe dei fosfati - vanadio e ossigeno sono in rapporto di 1 a 4. La struttura reticolare di questo minerale è simile a quella dell'apatite (fosfato di calcio): il vanadio è posto al centro di tetraedri che hanno ai quattro vertici l'ossigeno. I tetraedri sono quindi disposti in modo da formare canali paralleli all'allungamento del cristallo, all'interno dei quali si trova una parte del piombo, legato al cloro; il rimanente piombo è disposto tra i vari cristalli.
Origine e giacimenti
La vanadinite è un minerale secondario originatosi nella zona di ossidazione di giacimenti di piombo: ciò significa che si è formato in ambienti superficiali (i cosiddetti 'cappellacci'), in cui i minerali primari (per esempio la galena) si sono alterati. Cristalli molto grossi provengono da Marocco (Ouj-da) e Sudafrica (Grootfontein); più piccoli sono quelli degli Stati Uniti (Arizona), dell'Argentina (Córdoba), del Messico (Los Lamentos) e dell'Austria (Carinzia). A Berezov, negli Urali, la vanadinite è presente in associazione con la piromorfite (fosfato di piombo), mentre a Sing Sing (New York) è associata anche a wulfenite (molibdato di piombo). In Italia rari individui sono stati trovati a Ozieri (Ss). La endlichite proviene invece dal New Messico.
Gli usi
La vanadinite è un minerale industrialmente utile per l'estrazione del vanadio, metallo impiegato nell'industria metallurgica, nella composizione di leghe, nonché nella produzione di colori e di mordenti.
Esemplari notevoli
I cristalli più famosi di vanadinite provengono dal Marocco e, in particolare, dal Sudafrica, dove Grootfontein è nota per il ritrovamento del campione più grande (12 x 4 cm), custodito al Museo del servizio geologico di Pretoria. Il British Museum di Londra conserva un cristallo di Grootfontein di poco più piccolo (8x4 cm).

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