Pirite


Classe Solfuri
Sistema cristallino Cubico
Formula chimica FeS2
Durezza 6,5
Densità 5
Sfaldatura Assente
Frattura Concoide
Colore Giallo
Colore della polvere Grigio
Lucentezza Metallica
Fluorescenza Assente

 

II suo nome ha una storia lunga e curiosa che comincia nell'antichità classica. I greci chiamavano infatti pirite (da pyr, 'fuoco') alcuni minerali e rocce che emettevano scintille per strofinamento e potevano accendere il fuoco se cadevano su materiale idoneo. Nel Cinquecento l'uso del termine si restrinse ai solfuri metallici e nel Settecento ci si accorse che le piriti erano almeno tre: arsenopirìte, calcopirite e pirite propriamente detta. Solo nell'Ottocento il termine assunse il significato che ha oggi. La pirite ha tratto in inganno più di un cercatore d'oro inesperto per la sua somiglianzà con il prezioso metallo (per questo è chiamata 'oro degli stolti'); le pagliuzze dorate che si vedono nel lapislazzulì, per esempio, sono appunto di pirite.
Sistema: Cubico.
Aspetto: Cristalli cubici striati, ottaedrici e pentagonododecaedrici, talora geminati a croce di ferro; aggregati compatti, granulari; concrezioni, noduli mammellonari e stalattitici. Costante il colore giallo più o meno scuro, talora anche con patine iridescenti giallo-brune. Frequenti le pseudomorfosi su resti organici fossili.
Proprietà fisiche: Dura, molto pesante, molto fragile e mai sfaldabile; opaca con lucentezza metallica molto viva: polvere nero-verdastra. Insolubile in acido cloridrico, ma, in polvere, solubile in acido nitrico; battuta col martello dà scintille, scaldata brucia a temperatura moderata e fonde facilmente dando vapori solforosi e lasciando un globulo magnetico. Le varietà microgranulari, a lungo andare, si alterano e si sgretolano con formazione prima di prodotti solcatici, poi limonitici.
Ambiente di formazione: Comune in rocce plutoniche, vulcaniche, sedimentarie e metamorfiche. Si presenta in masse, associata a calcopirite, in giacimenti di segregazione magmatica in rocce basiche; sola o associata a oro (pirite aurifera) in vene quarzose idrotermali di temperatura medio-bassa; disseminata in lave basiche; in livelli concrezionari di deposizione chimica sottomarina da sorgenti calde o precipitata per evaporazione da acque madri; come minerali diagenetico sostituisce fossili o forma dei noduli di vario diametro. E’ stabile in ambiente metamorfico fino alla facies delle granulati, allorché si trasforma in pirrotina.
Località: Splendidi cristalli si trovano in tutti i giacimenti del mondo tra cui citiamo solo i più importanti: Rio Tinto (Spagna), Leadville e Gelman (Colorado USA), Jerome (Arizona USA), Rio Marina e Gavorrano (Toscana), Sulitjelma (Norvegia), Falun (Svezia).
Usi: Per la produzione di acido solforico col metodo delle camere a piombo e il successivo trattamento metallurgico delle polveri pressate (pellets) per la produzione di ferro, oro, rame, cobalto, nichel, etc…

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