Torbenite


Classe Fosfati
Sistema cristallino Tetragonale
Formula chimica

Cu[U02|P04]2-8-12H20

Durezza 2-2,5
Densità 3,3-3,7
Sfaldatura Perfetta
Frattura Irregolare
Colore Verde smeraldo
Colore della polvere Verde chiaro
Lucentezza Da vitrea a madreperlacea
Fluorescenza Assente

 

La prima descrizione di questo minerale di uranio - su campioni provenienti da Jàchymov, in Boemia - fu opera del celebre mineralogista tedesco Werner e risale al 1793, mentre il suo nome ricorda il chimico svedese Torbern Bergman (1735 - 1784). In alcuni testi francesi la torbernite viene ancora indicata con il vecchio sinonimo chalcolite.
La torbernite appartiene al cosiddetto gruppo delle 'miche di uranio', così chiamato impropriamente, poiché i minerali che vi fanno parte non hanno nulla in comune con le vere e proprie miche, se si esclude una facile sfaldatura basale di tipo micaceo.
Le caratteristiche
La torbernite appartiene alla numerosissima classe dei fosfati. È infatti un fosfato idrato di rame e uranile che contiene, oltre a molecole di acqua di cristallizzazione, anche rame, uranio, fosforo e ossigeno. La torbernite propriamente detta, così come si forma nei giacimenti, ha normalmente 12 molecole di acqua di cristallizzazione, ma i campioni, una volta estratti e conservati in ambiente asciutto, tendono a perderne una parte con grande facilità. In tal modo il minerale si trasforma nella più stabile metatorbernite (con 8 molecole di acqua di cristallizzazione), che rappresenta perciò la specie mineralogica effettivamente presente nelle collezioni. La torbernite cristallizza nel sistema tetragonale, in forme tabulari dal tipico con torno quadrato oppure ottagonale; molto raramente si osservano cristalli formati da bipiramidi tozze con le sommità troncate. I cristalli sono spesso associati in gruppi numerosi, di grande effetto estetico, oppure in aggregati scagliosi. Come tutti i minerali contenenti uranio, anche la torbernite è radioattiva: contrariamente all'autunite e ad altri minerali uraniferi simili nell'aspetto, tuttavia, non presenta fluorescenza ai raggi ultravioletti. Il suo colore varia dal verde smeraldo intenso al verde-giallastro, passando attraverso tinte intermedie. Il minerale è trasparente, ma diventa opaco per disidratazione spontanea. Al fine di evitare questo processo è necessario conservare i campioni appena raccolti in un recipiente ben chiuso e contenente dell'acqua, oppure trattarli con una leggera spruzzatina di lacca trasparente.
La torbernite è molto tenera e facilmente sfaldabile in laminette fragili, sebbene non elastiche, come nel caso delle vere miche. La sua lucentezza è perlacea sulle superfici di sfaldatura, mentre appare vitrea e quasi adamantina sulle facce naturali dei cristalli.
Origine e giacimenti
Minerale di origine secondaria, la torbernite si forma per alterazione di altri minerali di uranio. In Italia buoni esemplari sono stati rinvenuti, in passato, soprattutto a Eric delle Colme, presso Roburènt, e a Rio Freddo di Peveragno, vicino a Mondovì (Cuneo); nelle cave di sienite della Valle del Cervo (Vercelli) e nella località mineraria di Arcu Su Linnarbu, presso San Leone (Cagliari). Eccezionali campioni si trovano a Shinkolobwe, nello Shaba meridionale (Zaire); a Mounana (Gabon); al Mount Painter (Australia del Sud) e a Chalk Mountain, nella Mitchell County (North Carolina, Stati Uniti). In Europa i migliori esemplari provenivano, e in parte provengono ancora, da Jàchymov, in Boemia (Cecoslovacchia), da Cunha Baixa e Mangualde (Portogallo) e da Redruth, in Cornovaglia (Gran Bretagna).

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