Barite


Classe Solfati
Sistema cristallino Rombico
Formula chimica Ba (SO4)
Durezza 3 - 3,5
Densità 4,48
Sfaldatura Perfetta
Frattura Concoide
Colore Incolore (allocromatica)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Da Vitrea a Madreperlacea
Fluorescenza Assente

 

II termine barite (dal greco barys, 'pesante') venne usato per la prima volta nell'Ottocento per indicare un minerale molto diffuso come ganga in diversi giacimenti metalliferi. Da esso il chimico inglese sir Humphry Davy isolò nel 1808 l'elemento bario. In passato era chiamata anche baritina, ma era più conosciuta come spato pesante per la sua facile sfaldatura e la sua alta densità.
Sistema: Rombico
Aspetto: Cristalli tabulari lenticolari, incolori, giallastri, rossastri o verdastri, taluni neri per sostanze bituminose; associazioni di gruppi lamellari divergenti (“creste di gallo”) o a rosetta (“rosa del deserto”). Masse compatte granulari, spatiche, terrose e stalattitiche.
Proprietà fisiche: Semidura, molto pesante pur essendo un minerale non metallico, fragile e perfettamente sfaldabile in forme parallelepipede; trasparente o traslucida, con lucentezza vitrea; polvere bianca. Insolubile in acidi, fonde con una certa difficoltà, decrepitando e colorando la fiamma di verde giallastro. Alcune varietà sono luminescenti ai raggi ultravioletti.
Ambiente e formazione: Comune come ganga di filoni idrotermali di media e bassa temperatura, associata a solfuri di piombo, argento e antimonio, e in vene e in cavità di sostituzione in calcari e dolomie. Compare anche in depositi chimici di sorgenti termali a cui probabilmente sono connesse anche le pietrificazioni di tronchi fossili in barite; come prodotto di deposizione chimica è presente nei diaspri ferro-manganisiferi e nelle cavità di rocce basaltiche.
Località: Cristalli enormi (grandi fino a 1 metro) si trovano in Gran Bretagna, in Cecoslovacchia, in Transilvania ed in Germania. In Italia, in filoni idrotermali, a Storo (Trento), Cortabbio (Como), Guspini e Fluminimaggiori (Sardegna). Barite sedimentaria si ha, sotto forma di concrezioni globulari raggiate o spatiche, spesso termoluminescenti, a Monte Paterno (Bologna); Grandi depositi sono sfruttati in molte regioni degli USA. Rose del deserto sono comuni nel Sahara e nell’Oklahoma (USA). Bei cristalli limpidi si rinvengono nelle litoclasi delle arenarie di Calafuria (Livorno) e nell’Appennino piacentino.
Usi: Principale minerale da cui si estrae il bario. E’ anche utilizzata come additivo pesante nei fanghi di perforazioni petrolifere; nell’industria della carta e della gomma; nell’indagine radiografica; come schermo per radiazioni penetranti, mescolata a malta cementizia; per la preparazione di un pigmento bianco di pregio.

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