Stilbite


Classe Silicati
Sistema cristallino Monoclino
Formula chimica

Ca [AI2Si7018] • 7H20

Durezza 3,5-4
Densità 2,1-2,2
Sfaldatura Perfetta
Frattura Irregolare
Colore Incolore (allocromatica)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Da vitreo a madreperlaceo
Fluorescenza Assente

 

Nel 1801 il celebre mineralogista francese Haiiy chiamò genericamente con questo nome alcune zeoliti lamellari, comprendendovi anche la specie che, non molti anni dopo, venne invece identificata come heulandite. A complicare ancora di più le cose contribuì in seguito la denominazione di 'desmina', attribuita alla vera stilbite dal mineralogista tedesco Breithaupt nel 1818, che continuò a essere usata fin quasi ai giorni nostri da molti studiosi di lingua tedesca. Attualmente, però, le vecchie denominazioni sono quasi del tutto scomparse e 'stilbite' - che significa 'risplendere', in allusione alla lucentezza madreperlacea presentata dal minerale sulle superfici di sfaldatura - è il termine ormai definitivamente accettato dalla comunità scientifica internazionale.
Le caratteristiche
La stilbite appartiene alla classe dei silicati, sottoclasse dei tettosilicati, e fa parte del numeroso gruppo delle zeoliti. È sostanzialmente una zeolite di calcio, ma contiene sempre anche parecchio sodio e un poco di potassio. Molto simili alla stilbite sono la stellerìte, in cui prevale il calcio, e la torrente, dove si rileva una maggior presenza di sodio. La stilbite cristallizza nel sistema monoclino, dando origine sia a forme tabulari appiattite, sia a cristalli prismatici allungati, terminati a punta, piatti o anche un po' spuntati. Si rinviene inoltre in aggregati a covone oppure in globuli raggiati. Da incolore a bianca, da gialla a bruno-rossastra, la stilbite è abbastanza dura e leggera, facilmente sfaldabile, con lucentezza da vitrea a tipicamente madreperlacea sulla sfaldatura; è trasparente o traslucida. Viene decomposta dall'acido cloridrico e al cannello fonde con facilità, trasformandosi in un vetro bianco opaco.
Origine e giacimenti
La stilbite è una zeolite comunissima. Si può rinvenire, quale prodotto idrotermale, sia in cavità di rocce vulcaniche, specialmente basaltiche ma anche intnisive (graniti, dioriti), sia in rocce metamorfiche (gneiss, scisti) o in pegmatiti.
Tra le zone italiane che forniscono o hanno fornito in passato buoni esemplari di questa zeolite ricordiamo la morena del Miage, nel gruppo del Monte Bianco (Valle d'Aosta); Baveno, sul Lago Maggiore (Piemonte); il Passo dell'Oro, nella Valle di Màsino, presso Morbegno, e il Monte Forno, nel comune di Chiesa in Valmalenco (entrambe le località si trovano in provincia di Sondrio). In Trentino-Alto Adige, e precisamente alla Forra di Bulla, nel comune di Castelrotto (Bolzano), è stata scoperta la caratteristica varietà globulare detta puflerite. Gli esemplari migliori di stilbite provengono tuttavia dalla Sardegna e. particolarmente, dalla zona di Capo Pula e del Monte Santa Vittoria (Cagliari). In queste località è presente anche la rara barrerite, mentre la stellerite si trova, sempre in Sardegna, soprattutto nei dintorni di Villanova Monteleone, nel Sassarese. Splendidi campioni di stilbite giungono da moltissime località estere, tra le quali possiamo ricordare Teigarhorn, in Islanda: l'isola di Skye, in Scozia; Paterson, nel New Jersey (Stati Uniti) e la zona di Poona, presso Bombay, in India.

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