Talco


Classe Silicati
Sistema cristallino Monoclino
Formula chimica

Mg3[(OH)2|Si4010]

Durezza 1
Densità 2,58-2,83
Sfaldatura Perfetta
Frattura Irregolare
Colore Incolore (allocromatica)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Da grassa a madreperlacea
Fluorescenza Assente

 

Il talco è il minerale più tenero che si conosca ed è noto fin dall'antichità, sebbene con nomi diversi da quello attuale. Teofrasto lo chiama magnetis e lo descrive come una specie di bassa durezza e lucentezza perlacea, confondendolo forse con la steatite - una varietà del gesso conosciuta anche col nome di 'pietra saponaria' - quando aggiunge che si presenta in masse compatte. Nel Cinquecento Agricola riferisce di un minerale tenero e resistente al calore, chiamandolo lapis scissilis (pietra facilmente tagliabile). Altri autori parlano di 'creta brianzonese' o 'spagnola' alludendo alle località di ritrovamento. Il termine 'talco', comunque, deriverebbe dall'arabo
talk, latinizzato nel Seicento in talchus.
Le caratteristiche
Dal punto di vista chimico, il talco è un fillosilicato di magnesio, contenente, oltre a questo elemento, al silicio e all'ossigeno, anche i gruppi ossidrilici (OH). Strutturalmente silicio e ossigeno sono presenti in un rapporto di 1 a 4 e creano gruppi tetraedrici (con ai vertici gli atomi di ossigeno e al centro quello di silicio) uniti tra di loro per tre vertici della base a formare maglie esagonali estese indefinitamente; il magnesio, invece, si trova al centro di un ottaedro, avente ai vertici sia gli atomi di ossigeno sia i gruppi ossidrilici (OH). Ogni strato ottaedrico è poi compreso tra due strati tetraedrici, costituendo il cosiddetto 'pacchetto'; i vari pacchetti, infine, sono uniti da legami piuttosto deboli e ciò spiega la facile sfaldabilità del minerale. Il talco cristallizza all'interno del sistema monoclino, mai in individui distinti, bensì, di solito, in aggregati lamellari, scagliosi oppure compatti; le sue lamine talvolta hanno un contorno pseudoesagonale e una perfetta sfaldatura lamellare simile a quella delle miche. Il colore del minerale in genere è bianco, ma può essere anche verdastro o grigiastro; le masse compatte della varietà steatite, tuttavia, sono spesso grigio-verdi; la polvere è sempre bianca. Il talco è traslucido, con lucentezza madreperlacea se in lamine, grassa quando invece si presenta in masse. È tenerissimo (costituisce il primo termine della scala di Mohs), settile (si taglia facilmente con una lama dando trucioli) e leggero (ha un peso specifico di circa 2,7). Le sue lamelle sono flessibili ma non elasliche. Si tratta di un silicato untuoso al tatto (soprattutto la varietà steatite), nonché di un cattivo conduttore del calore e dell'elettricità.
Origine e giacimenti
II talco è una specie di origine tipicamente metamorfica; è infatti il prodotto di Trasformazione, in un ambiente metamorfico caratterizzato da media temperalura (300-400 °C) e da grandi quantità di acqua, dei componenti magnesiaci (soprattutto olivine) di alcune rocce ultrafemiche, ricche cioè di ferro e magnesio. Si può formare, tuttavia, anche da marmi dolomitici impuri. Grandi giacimenti del minerale si trovano in Austria (Stiria), sui Pirenei, in India (Madras) e in varie località russe, australiane e americane. In Italia il talco viene estratto in Val Chisone e in Val Germanasca (Piemonte), in Val Malenco (Lombardia) e a Grani (Sardegna).
Gli usi
In polvere, il talco viene utilizzato nelle industrie della carta e della gomma, nonché in quelle tessili, dei cosmetici e dei coloranti; si impiega, inoltre, come isolante termoelettrico e come materiale refrattario. A causa della sua genesi, questo silicato potrebbe anche contenere fibre di amianto e, poiché ciò sarebbe estremamente dannoso per la salute dell'uomo, la legge impone che ne venga sempre verificata l'assenza.

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