Agata


Classe Ossidi
Sistema cristallino Trigonale
Formula chimica

SiO2

Durezza 7
Densità 2,6
Sfaldatura Assente
Frattura Concoide
Colore Zonature concentriche di vario colore (allocromatica)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Da vitrea a grassa
Fluorescenza Assente

 

Sicuramente il più pregiato tra i calcedoni, l'agata è stata utilizzata sin dagli albori della civiltà, come testimoniano i ritrovamenti di sigilli di epoca paleobabilonese e di scarabei dell'Antico Egitto e del periodo greco arcaico. Utilizzata come amuleto e come gemma da intaglio nella civiltà ellenistica, nell'epoca della Roma imperiale era privilegiata per la creazione di cammei lapidei. Numerose erano le proprietà magi-che attribuite a questa gemma nell'antichità: si riteneva, per esempio, che indossare un'agata assicurasse l'invincibilità, proteggesse dai veleni e dalle discordie e favorisse gli incontri sentimentali. Nella tradizione astrologica, inoltre, venne associata al segno del Toro. Oggi il principale centro di lavorazione dell'agata è sito nei dintorni di Idar-Oberstein, una cittadina nella valle del fiume Nahe, in Germania: qui, dalla metà del secolo scorso, con questa gemma vengono prodotti gli oggetti più disparati, dagli orecchini ai manici per ombrello.
Le caratteristiche
L'agata è una varietà di calcedonio caratterizzata da una distribuzione del colore in bande o livelli paralleli spesso curvi o concentrici, differenti talvolta per trasparenza e porosità, dai colori generalmente pallidi nei toni del grigio, giallo, bruno e, più raramente, verdognolo e azzurro. I diversi livelli, talvolta di spessore infinitesimo, sono formati, come in tutti i calcedoni, da fibre di quarzo microcristallino, con andamento parallelo o raggiato, immerse in silice amorfa, idrata, di tipo opalino. La loro differente colorazione è dovuta alla presenza, all'interno, di minute particelle di ossidi metallici, tra i quali predominano quelli di ferro.
Le caratteristiche
L'aspetto dell'agata è massivo, tipicamente nodulare; i noduli sono frequentemente cavi e in genere presentano, all'interno, piccole quantità di quarzo microcristallino incolore o addirittura dei cristalli di ametista ben formati. In altri casi l'agata può avere aspetto mammellonare o stalattitico. Il campione lucidato, da trasparente a opaco, ha lucentezza da vitrea a grassa, è duro e possiede una discreta tenacità. La frattura è concoide. Sono molto apprezzate anche alcune agate traslucide contenenti inclusioni di sostanze minerali dall'aspetto ramificato o filiforme; si parla allora di agata muschiata o dendrìtica, mentre, quando la distribuzione del colore da luogo a geometrie e disegni particolari, si tratta di altre varietà dai nomi curiosi come agata paesaggio, ruiniforme, ocellate, stellare e molti altri, spesso di utilizzo esclusivamente locale. L'agata viene comunemente tinta in toni brillanti impregnandola con sali minerali o coloranti organici; le colorazioni così ottenute sono comunque instabili a elevate temperature. Essendo porosa, teme gli oli, gli alcoli e le sostanze grasse.
Origine e giacimenti
La genesi dell'agata è legata alla presenza, all'interno di cavità o di fessure delle rocce, di soluzioni acquose contenenti silice in soluzione oppure di soluzioni colloidali (gel) di silice. Tali cavità, talvolta delle dimensioni di qualche decimetro, si riscontrano soprattutto in rocce di tipo lavico, come basalti, melafiri e altre.
Anticamente l'agata veniva estratta in India, in Persia e in Egitto; attualmente se ne trova in Brasile, in Uruguay e, seppure in quantità minori, anche in altri Paesi. In Italia è rinvenibile nelle fessure alpine delle zone vulcaniche della Valle di Fassa e dell'Alpe di Siusi.
Il taglio
L'agata viene tagliata, scolpita e lavorata nelle forme più bizzarre; in ambito gemmologico se ne ricavano soprattutto sfere e anelli e, nel caso della varietà a bande alternate rossastre e bianche (detta sardonice), anche intagli e cammei.
Gemme simili
Nonostante sia conosciuta e distribuita in tutto il mondo, l'agata viene spesso imitata con materiali vetrosi colorati o addirittura con rocce compatte e microcristalline, come quarziti e calcari, opportunamente tinte.

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