Tormalina


 

 

Quella delle tormaline è una famiglia di silicati trigonali molto complessi comprendente numerosi termini, diversi per quando riguarda la composizione chimica e il colore: la schòrlite, nera, ricca di ferro (elemento che conferisce ai minerali un caratteristico colore scuro); la dravite e l'uvite, ricche di magnesio; la liddicoatite e l'elbaite, contenenti litio. Di quest'ultima vi sono numerose varietà: l'acrolite, incolore; l'indicolite, azzurra; la rubellite, rosa tendente al rosso; la verdelite, verde. Tra le tormaline esistono anche varietà 'policrome', caratterizzate dal fatto che il colore varia, nello stesso cristallo, sia a zone concentriche, sia nella direzione dell'allungamento. Il termine 'tormalina' venne usato per la prima volta agli inizi del 1700 per indicare lo zircone e altre gemme provenienti da Ceylon: deriva dal singalese turamali. I nomi 'acroite', 'rubellite', 'indicolite' e 'verdelite', indicanti il colore del minerale, sono invece di origine greca (il primo) e latina (gli altri) e 'schòrlite' è una parola appartenente alla lingua sassone. 'Elbaite' deriva dall'Isola d'Elba, località in cui è stata trovata questa tormalina; e anche il termine 'dravite' è di origine geografica: deriva infatti dal fiume Orava, che attraversa la Carinzia, regione da cui provengono notevoli esemplari di questo minerale.
Sistema: Trigonale
Aspetto: Cristalli prismatici, spesso anche molto allungati, striati verticalmente e talora con terminazioni diverse o con sviluppo diseguale alle due estremità dell’asse verticale; più rari i cristalli trigonali o anche prismatici tozzi; aggregati di individui paralleli o raggiati; rara in masse compatte. Il colore è legato alla composizione e, come questa, è molto variabile: esistono varietà incolori (acroite), ferrifere azzurre (indicolite), e nere (schörlite), magnesiache brune (dravite), litinifere rosa (elbaite), rosse (rubellite) e crocifere verdi (smeraldo brasiliano). Si trovano anche varietà policrome, nelle quali il colore può variare sia a zone concentriche sia nel senso dell’allungamento all’interno di uno stesso cristallo.
Proprietà fisiche: Durissima, pesante, con frattura concoide; da trasparente a traslucida con lucentezza vitrea tendente alla resinosa sulle fratture; alcune varietà sono pleocroiche, altre cambiano di colore passando da un’illuminazione naturale a una artificiale mostrano un piacevole gatteggiamento dovuto a inclusioni o a cavità allungate e isoorientate. Fortemente piezoelettrica e pirolettrica. Insolubile in acidi, la sua fusibilità è più o meno facile a seconda del contenuto di ferro e magnesio, mentre le varietà litinifere sono in fusibili.
Ambiente e formazione: Accessorio comune nelle rocce eruttive e metamorfiche e, come granuli detritici o autigeni, in quelle sedimentarie. Molto abbondante nelle pegmatiti e nei greisen, in cristalli di vari colori e di dimensioni anche enormi. Raramente presente nei marmi.
Località: Le varietà limpide più belle provengono dall’Isola d’Elba, dal Minas Gerais (Brasile), dagli Urali, dal Madagascar, dallo Sri Lanka, Namibia, Mozambico, Maine e California. Cristalli opachi ben formati si trovano nelle pegmatiti alpine a Olgiasca (Como), Condoglia e Craveggia (Novara), Sondalo (Sondrio) e in Val Vizze (Bolzano). Famosi i cristalli rosa di Pala e Ramona (California) e quelli verde-blu e rossi della miniera di Newry (Maine USA).
Usi: Manometri per alte pressioni che sfruttano l’effetto piezoelettrico; pinzette polarizzanti per l’assorbimento che sfruttano il pleocroismo della tormalina. Alcune varietà colorate e trasparenti sono gemme anche molto pregiate e commerciate in gran quantità.

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