Cinabro


Classe Solfuri
Sistema cristallino Trigonale
Formula chimica

HgS

Durezza 2-2,5
Densità 8,1
Sfaldatura Perfetta
Frattura Scheggiosa
Colore Rosso
Colore della polvere Rosso vermiglio
Lucentezza Adamantina
Fluorescenza Assente

 

Il cinabro - chiamato anche 'cinnabarite' - è un minerale rosso, pesante, dall'aspetto caratteristico e inconfondibile. Di solito non si trova in cristalli isolati, bensì in masse, terrose o microcristalline, oppure sotto forma di patine. Il suo nome è probabilmente originario dell'India, ma qui veniva impiegato per indicare una resina rossa, il cosiddetto 'sangue di drago'; già il filosofo greco Teofrasto, tuttavia, con il termine 'cinabro' si riferiva a questo solfuro di mercurio, mentre i Latini usavano il termine 'minio', che attualmente, però, indica il 'piombo rosso', una sostanza utilizzata soprattutto per preparare vernici antiruggine. Questa specie, di simmetria trigonale, presenta una varietà cubica, la metacinnabarite, che si rinviene nelle immediate vicinanze di alcuni giacimenti di mercurio sotto forma di patine nere.
Le caratteristiche
Dal punto di vista chimico il cinabro è un solfuro di mercurio, contiene cioè questo metallo e lo zolfo nel rapporto di 1 a 1 ; in percentuale, conta circa il 14% di zolfo e l'86% di mercurio. La sua struttura reticolare è abbastanza semplice: gli atomi di zolfo e quelli di mercurio si alternano continuamente ai vertici e a metà degli spigoli di un cubo schiacciato in direzione di una delle quattro diagonali. Il minerale cristallizza nel sistema trigonale, molto raramente in individui singoli; di solito, infatti, si presenta in masse, cristalline o terrose, oppure in patine. Ha un caratteristico colore rosso vivo; la sua lucentezza è adamantina nei cristalli e lungo le superfici fresche di sfaldatura, mentre negli aggregati terrosi è più spenta. Anche ridotto in polvere il cinabro mantiene la propria intensa colorazione, tanto da essere impiegato come pigmento colorante con il nome di 'vermiglione'; attualmente, tuttavia, a tale scopo si usa il più puro cinabro artificiale.
All'aria questa specie è praticamente inalterabile, perciò non presenta nessun problema di conservazione; se riscaldata a temperature superiori ai 580 °C volatilizza, depositando gocce di mercurio. È tenera, avendo durezza 2-2,5 secondo la scala di Mohs, e perciò si scalfisce assai facilmente con la lama di un temperino; è molto pesante, fragile e perfettamente sfaldabile.
Origine e giacimenti
II cinabro è un minerale di genesi idrotermale, che si forma cioè in seguito al raffreddamento e al consolidamento dei fluidi magmatici residui dopo la cristallizzazione di graniti e pegmatiti. Si trova in vene, incrostazioni e impregnazioni di rocce di vario tipo, spesso calcari e argille, ma anche in lave, nelle immediate vicinanze di fenomeni vulcanici. Talvolta si rinviene nei placers, depositi sedimentari derivati dallo smantellamento di antiche rocce contenenti il minerale, in seguito concentratosi a causa del suo elevato peso specifico. Le più celebri miniere di cinabro sono quelle di Almadén, in Spagna, del Monte Amiata, in Toscana, e di Idria, in Slovenia: qui il solfuro è stato scoperto, in masserelle e impregnazioni, entro lave, calcari e argille. Altri giacimenti si trovano negli Stati Uniti (New Idria, New Almadén), dove, nell'Arkansas, sono stati rinvenuti anche cristallini piccoli ma ben formati. Importanti sono poi i depositi peruviani, russi, cinesi e algerini.
Gli usi
Dato che il mercurio è molto raro allo stato puro, il cinabro è senza dubbio il più importante minerale industriale di tale elemento, impiegato per costruire vari strumenti di precisione (per esempio termometri) e nelle amalgame.
Tempo fa il cinabro veniva utilizzato come pigmento colorante rosso (il cosiddetto vermiglione), ma oggigiorno gli si preferisce il cinabro sintetico.

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