Emimorfite


Classe Silicati
Sistema cristallino Rombico
Formula chimica

Zn4 [(OH)2 | Si2O7] • H2O

Durezza 5
Densità 3,3-3,5
Sfaldatura Perfetta
Frattura Concoide
Colore Incolore (allocromatico)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Vitrea
Fluorescenza Assente

 

L'emimorfite si presenta di solito in grandi masse compatte e terrose e solo raramente in cristalli. Il suo nome, però, deriva proprio da una particolare caratteristica dei suoi cristalli biterminati: essi mostrano infatti terminazioni nettamente diverse alle due estremità dell'asse verticale. Questo fenomeno, osservabile anche in altri minerali, tra cui le tormaline, è detto emimorfismo o emimorfia, termini di derivazione greca che significano 'mezza forma'. In passato l'emimorfite veniva anche detta calamina; tale nome, più che indicare il minerale specifico, era usato genericamente dai minatori per definire certe miscele di minerali ossidati di zinco (idrozincite, smithsonite e la stessa emimorfite).
Le caratteristiche
L'emimorfite appartiene alla classe dei silicati e, in particolare, al gruppo dei sorosi-licati. Chimicamente è costituita da zinco (52,4%), silicio, ossigeno e idrogeno. Contiene acqua sia allo stato molecolare, come acqua di cristallizzazione (H2O), sia in forma ossidrilica (OH), fortemente legata nella struttura del minerale. L'emimorfite appartiene al sistema cristallino rombico. I suoi cristalli sono generalmente incolori, vitrei e trasparenti, piccoli anche se non eccessivamente rari.
Quando non sono impiantati sulla matrice, è evidente la diversa terminazione delle due estremità: l'una caratterizzata dalla presenza di una faccia terminale piatta detta pedione, l'altra piuttosto appuntita perché formata dalla sola piramide. L'emimorfite si trova però anche in masse concrezionale mammellonari, reniformi o stalattitiche, oppure in croste, in cui si nota quasi sempre una distinta struttura fibroso-raggiata. Il colore di queste masse può essere bianco, giallo, bruno e perfino verde-azzurro. Di notevole effetto estetico, per esempio, sono le masse concrezionale dal bel colore azzurro intenso che un tempo si trovavano nella miniera di Sa Duchessa, in Sardegna. Altre caratteristiche dell'emimorfite sono la media durezza, il discreto peso e la perfetta sfaldatura prismatica. Inoltre i cristalli di emimorfite si caricano di elettricità di segno contrario alle estremità opposte dell'asse verticale nel caso in cui vengano riscaldati (piroelettricità), oppure quando sono sottoposti a compressione (piezoelettricità). L'emimorfite, da sola o mescolata ad altri minerali ossidati di zinco (come nelle cosiddette 'calamine'), costituisce infine un eccellente materiale per l'estrazione dello zinco.
Orìgine e giacimenti
L'emimorfite è un minerale caratteristico delle zone di ossidazione dei giacimenti di solfuri di zinco e piombo. Per reazione dei sali di zinco a contatto con acque ricche di silice, infatti, si deposita no grandi ammassi di emimorfite, quasi sempre mescolata a smithsonite, idrozincite, cerussite, anglesite e solfuri piombo-zinciferi ancora inalterati. Molto comune anche in Italia, l'emimorfite si trova, concrezionata o in piccoli cristalli, in varie località. È diffusa nelle miniere piombo-zincifere del Bergamasco (Val Vedra, Oltre il Colle; Faglio Pignolino, Dossena; laghetto di Polzone, Colere); nella zona del Monte Civillina, tra Schio e Recoaro, nel Vicentino; nel giacimento di piombo e zinco di Raibl, a Cave del Predil, presso Tarvisio (Friuli-Venezia Giulia) e in varie località della Sardegna (Montevecchio, Malacalzetta, Acquaresi, San Giovanni e Campo Pisano). Il magnifico colore della già citata emimorfite azzurra estratta dalla miniera di Sa Duchessa, vicino a Iglesias, è dovuto alla presenza di piccole quantità di rame. Bei gruppi di cristalli incolori, riuniti su una matrice limonitica, provengono dalle miniere messicane di Mapimi e Santa Eulalia.

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