Heulandite


Classe Silicati
Sistema cristallino Moniclino
Formula chimica

Ca[AI2Si7018] -6H20

Durezza 3,5-4
Densità 2,2
Sfaldatura Perfetta
Frattura Irregolare
Colore Incolore (allocromatico)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Da vitrea a madreperlacea
Fluorescenza Assente

 

L'heulandite è un minerale piuttosto comune appartenente al gruppo delle zeoliti. Venne chiamata così dal cristallografo inglese Henry James Brooke, nel 1822, in onore di John Henry Heuland (1778-1856), grande collezionista e noto commerciante di minerali dell'epoca. Prima di allora veniva confusa con la stilbite: fu a lungo indicata con tale nome, mentre all'attuale stilbite si attribuiva il nome di desmina. Il termine clinoptìlolite contraddistingue invece un minerale dall'aspetto molto simile all'heulandite, che da alcuni studiosi è considerato una specie a sé stante, mentre da altri una semplice varietà di heulandite, più ricca di silice e con minore contenuto di calcio. Come buona parte delle zeoliti, anche l'heulandite si presenta talvolta in eleganti cristalli, molto ricercati dai collezionisti.
Le caratteristiche
L'heulandite appartiene alla classe dei tettosilicati e al numeroso gruppo delle zeoliti. Dal punto di vista chimico è caratterizzata dalla prevalente presenza di calcio, sodio e potassio quali cationi scambiabili (nelle zeoliti sono detti 'scambiabili' quei cationi - cioè gli ioni metallici dotati di carica elettrica positiva - che occupano naturalmente, assieme alle molecole di acqua, i 'canali' dell"impalcatura' della molecola). Questi cationi possono, in alcune particolari condizioni, essere sostituiti da altri cationi di diversa natura, in seguito a un vero e proprio processo di 'scambio'. Tale proprietà, occorre ricordarlo, è ca ratteristica di tutte le zeoliti e determina alcuni particolari impieghi di questi interessanti minerali. I cristalli di heulandite sono monoclini e il loro abito può essere quanto mai diverso: accanto a forme dal contorno trapezoidale, prevalentemente tabulari o appiattite, si trovano infatti cristalli con una evidente terminazione a 'tetto', oppure prismi allungati, terminati dal solo pinacoide o da faccette triangolari integrate da altre trapezoidali. In molti cristalli, poi, la faccia del pinacoide è dotata di un evidente contorno ottagonale che rende oltremodo caratteristico l'individuo cristallino. L'heulandite presenta sempre una perfetta sfaldatura pinacoidale, che le dona una lucentezza vitrea o tipicamente madreperlacea sulle superfici di sfaldatura: ciò costituisce uno degli elementi più importanti per il riconoscimento di questo minerale, che è inoltre facilmente rigabile con il temperino. È leggero, trasparente o traslucido; può essere incolore oppure variamente colorato in bianco, grigio, giallo, rosato, rosso-mattone, fino al bruno e al verde. Come tutte le zeoliti, se viene riscaldato alla fiamma di un cannello si gonfia e perde acqua. La polvere, anche nelle varietà colorate, è pressoché bianca.
Origine e giacimenti
L'heulandite è una delle zeoliti più comuni, essendo presente non solo nelle cavità di rocce laviche principalmente basiche (basalti, andesiti), ma anche nelle vene di rocce scistose, gneissiche o granitiche, come pure in certe rocce sedimentarie. In Italia e nel mondo sono celebri gli stupendi esempladi heulandite rossa provenienti dalla località della Val di Fassa detta 'Drio le Pale', in Trentino; sempre rossi, ma meno belli, in quanto più piccoli e rari, sono i cristalli del Tretto, presso Schio, nel Vicentino. Cristalli incolori provengono invece da numerosissime altre località, tra le quali vanno citate: il ghiacciaio del Miage, sul Monte Bianco, in Valle d'Aosta; Baveno, in Piemonte (nei geodi del granito); Montecchio Maggiore, Vicenza (in bei cristallini nelle cavità di un basalto); Roccapiètore, nell'Alto Agordino, in provincia di Belluno; Osilo, in provincia di Sassari, e altre località della Sardegna. Eccezionali campioni di interesse museologico provengono dall'Islanda (Teigarhorn), dall'India (Poona e dintorni, presso Bombay), dall'Australia (Tambar Springs, nel New South Wales), dal Brasile (Rio Grande do Sul) e da numerose località degli Stati Uniti.

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