Johannsenite


Classe Silicati
Sistema cristallino Monoclino
Formula chimica

Ca Mn [Si2 06]

Durezza 6
Densità 3,44-3,55
Sfaldatura Facile
Frattura Irregolare, concoide
Colore Grigio-verde, bruno
Colore della polvere Grigio chiaro
Lucentezza Vitrea
Fluorescenza Assente

 

La johannsenite, minerale appartenente alla famiglia dei pirosseni, è stata scoperta nel 1932 e così chiamata in onore di Albert Johannsen, petrologo e geologo dell'Università di Chicago (Stati Uniti). Si tratta di un silicato di calcio e manganese il cui valore è limitato esclusivamente all'ambito scientifico e collezionistico. Questa specie si trasforma interamente in rodonite se soggetta a una forte alterazione e mostra l'interessante fenomeno del polimorfismo quando viene sottoposta a una temperatura di 850 °C.
Le caratteristiche
La johannsenite è un silicato di calcio e manganese; quest'ultimo elemento può essere in parte sostituito da ferro e magnesio (vicarianza). Cristallizza nel sistema monoclino, in individui prismatici molto allungati, generalmente raccolti in aggregati fascicolari, con sfaldatura perfetta secondo le facce del prisma; traslucida, è verde, brunastra o grigiastra, con polvere grigio chiaro; la lucentezza è vitrea. Si tratta di un minerale pesante (il peso specifico è circa 3,5), fragile e duro (6 secondo la scala di Mohs); non è perciò scalfibile dalla lama di un temperino. Può inoltre modificare la propria struttura, e quindi le proprietà fisiche e la forma esterna a seconda delle condizioni di temperatura (polimorfismo): infatti, se riscaldata a 850 "C, si trasforma in una fase triclina, la bustamite. Contenendo manganese, la superficie della johannsenite è talvolta macchiata dagli ossidi di tale elemento, formatisi in seguito ad alterazione; se quest'ultima, poi, è molto accentuata, il minerale può addirittura trasformarsi completamente in rodonite, un silicato triclino di manganese di colore rosa. Strutturalmente la johannsenite è un pirosseno, caratterizzato cioè da catene semplici indefinite, parallele all'asse di allungamento e formate da tetraedri uniti per due vertici; al centro di ognuno di essi si trova un atomo di silicio, ai quattro vertici gli atomi di ossigeno. L'unione tra le varie catene è ottenuta mediante il calcio e il manganese.
Origine e giacimenti
La johannsenite è un minerale di origine metamorfica; è infatti frequente negli 'skarn' (rocce metamorfiche di contatto ricche di minerali metallici), associato ad altri silicati di manganese. Più raramente ha una genesi idrotermale, formandosi in seguito alla cristallizzazione dei fluidi magmatici residui dopo il consolidamento di rocce di tipo granitico e pegmatitico che si introducono nelle spaccature delle rocce circostanti; qui, consolidandosi, danno origine ai cosiddetti filoni, in cui il minerale è stato scoperto. In Italia è nota la johannsenite del Monte Civillina, presso Recoaro Terme (Vicenza), oltre a quella delle miniere del Temperino, a Campiglia Marittima (Livorno), dove è associata a sfalerite (solfuro di zinco) e ad altri minerali metallici. Questo silicato è abbondante a Broken Hill (Nuovo Galles del Sud), Puebla (Messico), Vanadium, nel New Mexico, e Franklin, nel New Jersey (Stati Uniti).


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