Linarite


Classe Solfati
Sistema cristallino Monoclino
Formula chimica

PbCu[(OH)2|SO4]

Durezza 2,5
Densità 5,35
Sfaldatura Perfetta
Frattura Concoide
Colore Azzurro intenso
Colore della polvere Celeste
Lucentezza Vitrea
Fluorescenza Assente

 

Questo minerale secondario di piombo e rame dall'intenso colore azzurro e dall'aspetto piacevole deve il suo nome alla località spagnola di Linares, dove fu trovato la prima volta. Descritta nel 1822, la linarite è una specie piuttosto diffusa - anche se mai in grandi quantità - in numerosi giacimenti di solfuri misti. Si forma infatti per alterazione dei minerali primari. Si presenta talvolta in spettacolari aggruppamenti grandi cristalli ed è pertanto un minerale ricercatissimo dai collezionisti.
Le caratteristiche
Dal punto di vista chimico, la linarite è un solfato di piombo e rame con ossidrili ma senza acqua di cristallizzazione. Cristallizza nel sistema monoclino. I suoi cristalli, tabulari o prismatici allungati, trasparenti o traslucidi, possono anche raggiungere, eccezionalmente, i 10 cm di lunghezza. Di solito però, sono assai più piccoli, ma comunque ricchi di facce e spesso riuniti in aggregati, gruppi divergenti oppure incrostazioni.
Il colore del minerale è sempre azzurro intenso, mentre quello della polvere è celeste chiaro; la lucentezza è vitrea o quasi adamantina.
La linarite è tenera e pesante, facilmente sfaldabile, fragile, con frattura concoide.
Scaldata alla fiamma in una provetta di vetro, crepita perdendo acqua, che condensa sulle pareti fredde diventando nera. Un granello di linarite posto su un piccolo frammento di porcellana o su un vetrino e trattato con acido cloridrico diluito (da maneggiare con cautela) non da effervescenza, ma diventa bianco, perché si ricopre di uno strato di cloruro di piombo. In ciò si distingue dall'azzurrite che, pur avendo simile giacitura e colore, con gli acidi diluiti si scioglie però rapidamente, con effervescenza, senza divenire bianca.
Origine e giacimenti
La linarite è un minerale caratteristico delle zone di ossidazione di giacimenti a solfuri di rame e piombo; si tratta di una specie assai diffusa, anche se mai in quantità abbondanti. In Italia splendidi campioni costituiti da piccoli ma brillanti cristalli prismatici ben definiti, adatti in particolare per collezioni di micromounts, sono presenti soprattutto in varie miniere abbandonate del Vicentino (per esempio la miniera Veneziana sul Monte Trisa, nella Valle dei Mercanti, e la miniera Trentini sul Monte Naro, entrambe situate nel comune di Torrebelvicino, presso Schio). In microcristalli o in tenui spalmature, la linarite si trova in alcune miniere del Bergamasco (Dossena, Val Vedra, Oltre il Colle). Ottimi esemplari provengono anche dalle miniere sarde di Arenas, Santa Lucia, Tiny e Rosas. Cristalli eccezionali di linarite sono stati rinvenuti, negli Stati Uniti, alla Mammoth Mine (Tiger, Arizona) e alla Blanchard Mine (Socorro County, New Mexico). Tra le numerose altre località mondiali dove è presente la linarite in buoni esemplari devono essere senz'altro ricordate Leadhills, in Scozia, Tsumeb, in Namibia (Africa) e Broken Hill, nel New South Wales, in Australia.

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