Miche


 

Quella delle miche è una famiglia di silicati complessi caratterizzati da una facile sfaldabilità in lamelle; hanno un colore variabile dal bianco-argenteo al nero e sono molto lucenti. Il nome deriva dal latino micare (luccicare) o, secondo altri, dal latino mica (briciola), in allusione, rispettivamente, alla lucentezza delle lamelle e alla perfetta sfaldatura. A seconda della composizione chimica si distinguono miche chiare (alluminifere) e scure (ferrifere): la muscovite, o mica bianca, prende il nome dalla Moscovia russa, dove il minerale è stato descritto per la prima volta. Qui veniva volgarmente chiamato 'vetro di Moscovia', in quanto le lamine più grandi erano utilizzate come vetri nelle case. Altre miche di alluminio sono la paragonile, contenente sodio, dal greco paragein (ingannare) perché fu confusa con il talco; la lepidolite e la zinnwaldite, rosate, contenenti litio. Il nome della lepidolite, di origine greca, allude all'aspetto scaglioso del minerale, mentre quello della zinnwaldite richiama la località dello Zinnwald, nella catena montuosa dell'Erzgebirge boemo. La biotìte, o mica nera, è una mica di ferro: il nome deriva dal fisico francese Biot, che per primo ha studiato le differenze ottiche tra le miche. La flogopite, dal greco flogos (biondo), ha colore dorato ed è ricca di magnesio.
Le caratteristiche
Le miche cristallizzano nel sistema monoclino, con abito pseudoesagonale, raramente in cristalli, di solito in aggregati lamellari di colore variabile dal bianco-argenteo al nero; la lucentezza può essere sericea o vitrea. Sfaldano perfettamente in lamine anche molto sottili, flessibili ed elastiche. Sono minerali teneri, con peso specifico diverso a seconda della composizione: quanto più è alto il contenuto di ferro, tanto più aumenta il peso specifico; la biotite sarà, per esempio, più pesante della muscovite.
Dal punto di vista chimico le miche sono silicati; oltre a silicio e ossigeno, contengono metalli alcalini (litio, potassio e sodio), magnesio, ferro, manganese, alluminio, più raramente cromo e gruppi ossidrilici (OH). Come tutti i silicati, sono caratterizzate dalla presenza di tetraedri, aventi al centro il silicio e ai quattro vertici gli atomi di ossigeno. I tetraedri sono uniti per tre vertici a formare maglie esagonali indefinite; gli altri elementi si trovano al centro di un ottaedro con ai vertici atomi di ossigeno e gruppi ossidrilici (OH). Tetraedri e ottaedri mettono in compartecipazione i vertici, formando così uno strato di ottaedri tra due di tetraedri; l'insieme di questi tre strati prende il nome di 'pacchetto'. I metalli alcalini sono posti tra un pacchetto e l'altro. Le forze tra metalli alcalini e pacchetto sono deboli, quelle che tengono uniti gli atomi all'interno del pacchetto sono invece forti: per questo motivo le miche sfaldano facilmente in lamelle. Alcuni elementi (magnesio, ferro, manganese, alluminio e silicio) possono sostituirsi perfettamente l'uno con l'altro (vicarianza) dando luogo a fenomeni di isomorfismo. Per esempio, nel caso in cui, nella biotite, il ferro venga sostituito dal magnesio, si otterrà una mica più chiara, la flogopite.
La muscovite ha numerose varietà, distinguibili per la diversa composizione chimica: l'alurgite, ricca di manganese, rossa (dal greco alurgos, porpora), caratteristica della miniera di Saint-Marcel in Valle d'Aosta; la fuchsite, contenente cromo, di color verde brillante, che deve il suo nome al mineralogista e chimico tedesco J.N. von Fuchs; lafengite -che, come la muscovite, è stata usata dagli antichi al posto del vetro- il cui nome deriva dal greco e indica le lamine trasparenti; la sericite, dal greco sericos (sericeo), che si trova in piccolissime lamelle con caratteristica lucentezza sericea. Caratteri simili a quelli delle miche hanno le cosiddette 'miche fragili', che contengono calcio al posto dei metalli alcalini: sono la margarite, che prende il nome dalla tipica lucentezza madreperlacea, e la clintonite, chiamata così in onore di De Witt Clinton, statista americano appassionato di geologia; la prima contiene, oltre al calcio, l'alluminio; la seconda il manganese.
Origine e giacimenti
Le miche sono minerali comuni in molti tipi di rocce — sia magmatiche (intrusive ed effusive), sia sedimentarie e metamorfiche — alle quali conferiscono la caratteristica scistosità. Lamine di notevoli dimensioni sono presenti nelle rocce pegmatitiche del Brasile e in quelle del Madagascar.
In Italia la muscovite si trova nelle pegmatiti di Montescheno e Craveggia (Novara) e in quelle di Olgiasca (lago di Como); l'alurgite è rinvenibile a Saint-Marcel in Valle d'Aosta, la fuchsite a Musso (lago di Como) e in Alto Adige, la lepidolite all'Isola d'Elba. La paragonite proviene dal Pizzo Forno nel Canton Ticino, la zinnwaldite dall'Erzgebirge boemo-sassone. Biotite in bei cristalli ha origine dai Vulcani Laziali, dal Vesuvio (Napoli) e dalla Val di Fassa (Trento); la flogopite, infine, è stata trovata nel marmo di Musso (lago di Como).
Gli usi
Le miche hanno un esclusivo interesse scientifico e collezionistico. Va però ricordato che la muscovite, grazie all'assenza di ferro, già in passato fu impiegata come isolante elettrico e termico, oltre che come materiale sostituente il vetro.

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