Molibdenite


Classe Solfuri
Sistema cristallino Esagonale
Formula chimica

MoS2

Durezza 1-1,5
Densità 4,6-5
Sfaldatura Perfetta
Frattura Scagliosa
Colore Grigio piombo
Colore della polvere Grigio-verdastro
Lucentezza Metallica
Fluorescenza Assente

 

La molibdenite è un solfuro di molibdeno e costituisce il minerale più comune e abbondante del ricercato metallo. Anticamente si riteneva che questa specie contenesse piombo, tanto che sia il suo nome sia quello dell'elemento chimico realmente presente derivano dal termine greco molybdos, che significa appunto 'piombo'. Fu il chimico svedese K. W. Scheele che per primo, nel 1778, riconobbe nella molibdenite l'esistenza di un metallo nuovo, il molibdeno. Per alcune caratteristiche questo solfuro somiglia alla grafite, da cui si può però distinguere abbastanza facilmente per il diverso colore della polvere.
Le caratteristiche
La molibdenite appartiene alla classe dei solfuri, essendo chimicamente costituita da molibdeno e zolfo. Cristallizza all'interno del sistema esagonale e si presenta in forme tabulari a contorno esagonale, talvolta così sottili da assumere un aspetto decisamente lamellare. Le lamelle, inoltre, sono spesso ondulate, contorte o arricciate, prive di un evidente contorno cristallino.
Il minerale è opaco e ha colore grigio piombo tendente all'azzurrino, con viva lucentezza metallica; molto tenero, è untuoso al tatto e pesante. Presenta una perfetta sfaldatura basale e, in lamine sottili, è flessibile benché non elastico. Per alcune sue caratteristiche morfologiche e fisiche -per esempio la forma esagonale dei cristalli e la bassissima durezza - la molibdenite può essere confusa con la grafite; per riconoscerla, tuttavia, basterà tracciare con il campione una striscia su un foglio di carta bianca oppure su un pezzo di porcellana porosa: quella della grafite sarà invariabilmente grigio-nera, mentre quella della molibdenite apparirà grigio-verdastra.
Orìgine e giacimenti
La molibdenite è una specie piuttosto comune e diffusa. Costituisce il più importante minerale di molibdeno e forma anche cospicui giacimenti intensamente sfruttati, come quello di Climax, in Colorado (Stati Uniti). Si trova preferibilmente in filoni idrotermali di alta temperatura, spesso associata a mineralizzazioni stannifere, cuprifere e wolframifere. È tuttavia frequente anche nei graniti e nelle pegmatiti. In Italia la molibdenite è stata scoperta in numerose località: tra queste, Traversella (Torino); l'Alpe Machetto (Biella); Baveno (Novara); Premia (Ossola); Cuasso al Monte (Varese); il Monte Mulat, vicino a Predazzo (Trento); Zovon, nei Colli Euganei (Padova), e Bivongi (Reggio Calabria). In Sardegna, in particolare, questa specie è abbondante presso Gonnosfanàdiga, a Su Senargiu, vicino a Sarroch, e a Villaputzu, tutte in provincia di Cagliari.
All'estero forniscono buoni campioni cristallizzati del minerale la zona di Arendal, in Norvegia; Azegour, in Marocco, il Queensland, in Australia, e soprattutto il distretto di Temiskaming e Aldfield Township, nel Québec, in Canada.
Gli usi
Dalla molibdenite si ottiene il molibdeno, metallo utilizzato soprattutto nella fabbricazione di leghe speciali. Grazie alla sua bassissima durezza e alla spiccata untuosità, la stessa molibdenite trova impiego come lubrificante a secco, adatto anche alle alte temperature.

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