Natrolite


Classe Silicati
Sistema cristallino Rombico
Formula chimica

Na2[AI2Si3010]-2H20

Durezza 5,5-6
Densità 2,2-2,4
Sfaldatura Buona
Frattura Concoide
Colore Incolore (allocromatica)
Colore della polvere Bianco
Lucentezza Vitrea
Fluorescenza Arancio

 

La natrolite è una delle zeoliti più comuni, nonché fra le maggiormente spettacolari per l'eleganza dei suoi cristalli aghiformi, spesso riuniti in aggregati. Al minerale diede il nome, nel 1803, un chimico tedesco, Heinrich Martin Klaproth (1743-1817), celebre per aver scoperto gli elementi uranio, cerio e zirconio; il termine 'natrolite' deriva dal latino natrium, cioè 'sodio', elemento che, infatti, è uno dei componenti del minerale. Ma questa zeolite vantava almeno una trentina di diverse denominazioni, ormai cadute in disuso, tra le quali, diffusa anche nei vecchi testi di mineralogia, quella di mesotipo.
Le caratteristiche
La natrolite, come tutte le zeoliti, appartiene alla classe dei silicati, sottoclasse dei tettosilicati. Dal punto di vista chimico è costituita da sodio, alluminio, silicio, ossigeno e da molecole di acqua di cristallizzazione. Talvolta possono essere presenti anche piccole quantità di calcio e di potassio e solo tracce di altri elementi quali magnesio, stronzio e bario. La natrolite, che appartiene al gruppo delle cosiddette 'zeoliti fibrose', cristallizza nel sistema rombico, in forme prismatiche allungate dove la terminazione più frequente è costituita dalle facce di piramide rombica. I cristalli, però, spesso sono anche striati secondo l'allungamento e con terminazioni complesse. Le dimensioni dei singoli individui variano: da sottilissime (per esempio, come un capello) possono arrivare fino a prismi giganteschi lunghi anche 1 m e larghi 10 cm. Frequenti, inoltre, sono gli aggregati fibroso-raggiati. La natrolite si trova pure compatta ed è spesso concresciuta in epitassia con mesolite, gonnardite, thomsonite e altre zeoliti di tipo fibroso.
Oltre che incolore, questo minerale può essere variamente colorato (bianco, giallo, rosso) e ha lucentezza vitrea. Possiede una buona sfaldatura prismatica, è duro e piuttosto leggero; fonde facilmente alla fiamma del becco Bunsen, trasformandosi in un vetro bianco e colorando in giallo la fiamma stessa per la presenza del sodio.
Origine e giacimenti
La natrolite è soprattutto un caratteristico minerale di riempimento di cavità di basalti e altre rocce effusive, dove accompagna la calcite e altre zeoliti. Si trova anche nelle sieniti nefeliniche e nelle pegmatiti. Numerosissime sono le località italiane ed estere che hanno fornito e forniscono eccellenti esemplari di natrolite: ne ricordiamo soltanto alcune tra le più note. Per l'Italia, sicuramente i migliori campioni - costituiti da ciuffi di aghi incolori o bianchi, lunghi anche diversi centimetri - provenivano dalla cava di basalto, ora esaurita, di Altavilla Vicentina, presso Vicenza. Nella zona dei basalti vicentini, piccoli ma eleganti campioni, associati ad altre zeoliti e a minerali vari, si possono ancora rinvenire a Montecchio Maggiore. In Trentino-Alto Adige, la natrolite si trova in buoni campioni a Bulla e a Bullaccia (Bolzano), a Cipit all'Alpe di Siusi, al Piz Sella e in varie località del Monte Baldo. All'estero famosi sono i basalti del Puy-de-Dome, in Alvernia (Francia); quelli di Antrim e di Skye (Manda del Nord) e di Zàlesly e Usti nad Labem (Boemia); altri giacimenti si trovano nella Nuova Scozia, nella Colombia Britannica e nel Québec (la famosa Asbestos Mine), in Canada, dove furono rinvenuti cristalli veramente giganteschi; a Bombay (miniera di Bombay Quarry), in India, e infine in numerose località degli Stati Uniti, in particolare nel New Jersey e in California.

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