Orneblenda


Classe Silicati
Sistema cristallino Monoclino
Formula chimica

Ca,Na, K)2.3(Mg, Fe,AI)5-
-[(OH,F)2|(Si,AI)2Si6022]

Durezza 5-6
Densità 2,9-3,4
Sfaldatura Perfetta
Frattura Irregolare
Colore Verde scuro-nero, grigio-bruno
Colore della polvere Grigio-verde, grigio-bruno
Lucentezza Vitrea
Fluorescenza Assente

 

Con questo termine di derivazione tedesca, che allude all'aspetto corneo e lucente del minerale, si indicano in realtà più specie mineralogiche assai simili tra loro e appartenenti al numeroso gruppo degli anfiboli, minerali dalla composizione chimica molto complessa, tanto che solo con sofisticate analisi chimico-fisiche è stato possibile, ai giorni nostri, differenziarli: un tempo, infatti, si poteva distinguere solo l'orneblenda comune da quella basaltica. Ora, invece, molti di questi anfiboli hanno nomi specifici. In particolare sono note la ferroorneblenda e la magnesioorneblenda, definite come specie vere e proprie abbastanza di recente: esse, verosimilmente, rappresentano la gran parte delle 'antiche' orneblende. L'intera serie, comunque, comprende almeno una dozzina di specie, le più note delle quali sono l'edenite, la pargasite, l'hastingsite e la kaersutite.
Le caratteristiche
L'orneblenda appartiene alla classe dei silicati, sottoclasse inosilicati. Da un punto di vista chimico è molto complessa, potendo contenere, oltre a silicio e ossigeno, anche calcio, sodio, potassio, magnesio, ferro, alluminio e fluoro. In alcune orneblende di rocce vulcaniche è presente persine il titanio. Questo minerale cristallizza nel sistema monoclino in cristalli prismatici tozzi oppure allungati che, talvolta, appaiono a sezione quasi esagonale e con facce terminali somiglianti a romboedri. Tuttavia l'orneblenda è assai frequente sotto forma di individui aghiformi o fibrosi riuniti a covone e di colore verde scuro-nerastro o grigio-bruno.
Normalmente traslucido, vitreo, duro, questo silicato è inoltre abbastanza pesante; è facilmente sfaldabile secondo il prisma verticale ed è fragile, con frattura subconcoide o indistinta.
Origine e giacimenti
L'orneblenda è un minerale comunissimo e perciò molto diffuso in vari tipi di rocce, sia magmatiche, intrusive o effusive, sia metamorfiche: molto spesso infatti è un componente - e talvolta proprio quello predominante - di dioriti, gabbri, anfìboliti; si conoscono, inoltre, anche rocce magmatiche intrusive formate quasi esclusivamente da orneblenda alle quali, per questo motivo, è stato dato il nome di 'omeblenditi'. È ovviamente impossibile fornire un elenco esaustivo di tutte le località in cui questo minerale si trova: ci limiteremo a qualche esempio. In bei cristalli l'orneblenda è presente nelle miniere di Traversella (Torino); al Monte Motta, presso Lanzada, in Val Malenco (Sondrio); allo sbocco della Val Sadole, nella Val di Fiemme (Trentino); al Passo di Vizze, presso Vipiteno, e a Rio Nero, presso Lutago, in Valle Aurina (entrambi in provincia di Bolzano); nelle lave laziali (Ariccia, Roma); sul Vesuvio (Napoli) e, infine, sul Monte Calvario, presso Nicolosi sull'Etna (Catania). All'estero, le località più note sono quelle di Pargas, in Finlandia; Kragere e Arendal, in Norvegia; Nordmark, in Svezia; Bilin, in Boemia, e infine Renfrew County, nell'Ontano, in Canada.

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